Vitamina C: meglio naturale o di sintesi?

Considerando sia il punto di vista chimico che le funzionalità non sussistono differenze tra la vitamina C naturale e quella sintetica. Qualsiasi sia la fonte, il metodo di sintesi o i processi di estrazione utilizzati, l’acido ascorbico conserva tutte le sue attività biologiche e la biodisponibilità a prescindere dalla provenienza.

Le differenze quindi non vanno cercate nella molecola di vitamina in sé ma nelle sostanze che sono ad essa associate. Ad esempio nel frutto rosso dell’acerola oltre alla vitamina C bisogna tenere a mente l’importanza del fito complesso associato: ossia un insieme di molecole che modulano l’azione dei principi attivi. Questo significa che assumere 100 mg di vitamina C di sintesi e 100 mg di vitamina C attraverso l’estratto di acerola la non è la stessa cosa: ma non perché l’acido ascorbico abbia una differente attività biologica ma perché le sostanze associate sono differenti.

Vitamina C: l’importanza della fonte di origine

Nel primo caso abbiamo infatti un acido ascorbico puro e isolato mentre nell’estratto del frutto sono presenti anche sostanze che modulano l’attività biologica e la biodisponibilità. In particolare i frutti della acerola contengono flavonoidi, vitamine del gruppo B, carotenoidi, tannini che grazie alla loro proprietà astringente possono contrastare l’attività potenzialmente lassativa dell’acido ascorbico ad elevate dosi e degli zuccheri.

Per ogni alimento si potrebbe effettuare un esempio differente tuttavia questo sta a significare che gli integratori alimentari non potranno mai, per quanto essi siano completi e di qualità, sostituirsi a una dieta sana ed equilibrata.

Dove trovare vitamina C naturale

Nel caso però si renda necessario integrare vitamina C ecco che quella sintetica può aiutare dal punto di vista pratico ed economico a completare il fabbisogno. Tra le fonti naturali di acido ascorbico ricordiamo gli agrumi, i peperoni, i kiwi, i frutti di bosco, i broccoli, le verdure fresche e la frutta in generale. Ed in particolare:

  1. la acerola  che ne contiene da 1 a 5 g ogni 100 g di prodotto
  2. la rosa canina che ne contiene fino a 2 g ogni 100 g
  3. il baobab che ne contiene fino a 0,5 g ogni 100 g

Acquistare vitamina C naturale o sintetica?

I quantitativi segnalati nell’elenco precedente sono variabili a seconda del clima, del terreno, della varietà dei vari vegetali e tendono a diminuire significativamente man mano che trascorre tempo dall’atto della raccolta.

Per quanto riguarda gli effetti collaterali molte persone sono convinte che la vitamina C ricavata naturalmente sia più sicura rispetto a quella di sintesi ma in realtà non dobbiamo dimenticare che anche per l’estrazione della vitamina C da una fonte vegetale si utilizzano delle sostanze chimiche i cui residui possono terminare anche del prodotto finito, seppur in piccole quantità. Ecco allora che i soggetti più sensibili e allergici potrebbero trovare preferibile l’assunzione di vitamina C di sintesi per via della sua completa purezza.

Un’ultima osservazione per quanto riguarda la scelta dell’integratore di acido ascorbico: esistono in commercio prodotti che contengono esclusivamente vitamina C oppure associano a tale micronutriente anche altri ingredienti ad esempio antiossidanti o altre macromolecole. È opportuno quindi seguire scrupolosamente le indicazioni presenti in etichetta per individuare il quantitativo giornaliero ideale alle proprie necessità, sia per quanto riguarda la prevenzione o il trattamento di stati influenzali, che per il normale sostegno al sistema immunitario e all’ipertrofia muscolare.

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