Supplementi a base di cromo, iodio e zinco: a cosa servono questi micronutrienti

Il cromo è un elemento solo parzialmente conosciuto ma le cui implicazioni sulla nostra salute sono per certi aspetti già universalmente accertate. Questo oligoelemento potenzia l’azione dell’insulina e modula il metabolismo dei carboidrati, dei grassi e delle proteine. Molte ricerche scientifiche inoltre hanno condiviso il medesimo risultato circa la capacità del cromo di ridurre il tasso di colesterolo totale a fronte di un aumento della frazione HDL.

Integrazione di cromo per gli sportivi

In ambito sportivo, il cromo è correlato un potenziamento delle prestazioni di durata, ottimizzando l’utilizzo dei glicogeno. Inoltre si tratta di un oligoelemento particolarmente apprezzato dagli sportivi di massa perché contribuisce all’aumento della muscolatura e alla diminuzione dei depositi grassi. In tal senso risulta un elemento particolarmente utile anche per chi stia seguendo un periodo di definizione o dimagrimento grazie ad un intervento di sostegno diretto alla composizione corporea.

Per quanto riguarda nello specifico il ruolo del cromo nell’aumento della massa, sembra dimostrata una sua correlazione rispetto alla secrezione dell’ormone GH. Alcune ricerche contraddicono l’entità di questi risultati e quindi ogni individuo può testare nella propria esperienza individuale l’efficacia del cromo su di sè. Si sconsigliano ad ogni modo somministrazioni particolarmente prolungate ad alto dosaggio, perché potrebbero favorire la manifestazione del diabete.
Questa cautela relativa alla somministrazione è dovuta anche alla considerazione di una scarsa presenza di cromo nel nostro corpo, pari nel complesso ad appena 6 mg.

Iodio e zinco: attività tiroidea e metabolismo aerobicio

Passiamo all’elemento iodio, concentrato nella tiroide e protagonista di tanti processi metabolici. Nel nostro corpo troviamo in totale 10, massimo 20 mg di tale sostanza; grazie alla sua biodisponibilità, di solito il fabbisogno di iodio viene completamente compensato dalla noemale alimentazione. Bastano 150 g di pesce ad esempio per coprire il fabbisogno giornaliero. Una eccessiva introduzione di iodio può risultare tossica e inibire l’attività della ghiandola tiroidea.

Lo zinco è un oligoelemento che nel nostro corpo è presente nella misura di 2 g complessivi, ubicati soprattutto della muscolatura e nello scheletro. Lo zinco è protagonista della attività di alcuni enzimi ed è correlato ai processi che in ambito sportivo favoriscono il metabolismo aerobico e lo stimolo dell’ormone GH. Lo zinco inoltre partecipa alla attività immunitaria e determina la sintesi dei linfociti, protegge la pelle e lavora anche come antiossidante.

Il suo assorbimento migliora grazie alla vitamina A mentre viene inibito da alcolici, caffeina e alimenti vegetali integrali. L’integratore di zinco quindi andrebbe assunto preferibilmente lontano dai pasti anche se alcune formule, specificamente studiate per massimizzare la biodisponibilità, lo vedono associare ad altri elementi di copertura, facendo sì che il prodotto possa essere ingerito in qualsiasi momento della giornata.
Un’assunzione eccessiva di zinco, superiore a 50 mg al giorno, è correlata ad effetti collaterali come una ridotta capacità di assorbire il ferro a livello intestinale, con rischio di favorire stati anemici, e un abbassamento del colesterolo a danno della frazione buona.

Come per tutti gli integratori anche in questo caso consigliamo di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle etichette e in caso di preesistenti patologie o assunzione di farmaci, consultarsi con il proprio specialista di fiducia in maniera da scongiurare interazioni ed effetti secondari indesiderati.

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