Statine e colesterolo alto

Il colesterolo viene spesso ricollegato a un maggiore rischio cardiovascolare, tuttavia il suo ruolo è decisamente demonizzato rispetto al reale contributo dannoso, risultando un fattore secondario in termini di infiammazione e considerando che livelli troppo bassi dello stesso aumentano il rischio di malattie neurodegenerative.

La preoccupazione di tanti medici e pazienti per i livelli di colesterolo alto porta spesso all’uso di statine, farmaci che se da una parte abbassano il colesterolo dall’altra aumentano il rischio di morte per tutte le altre cause diverse dall’infarto. Quindi si muore prima lo stesso ma per un altro motivo!

Colesterolo: livelli troppo bassi sono dannosi

Le linee guida più recenti hanno abbassato ulteriormente i livelli di colesterolo per suggerire l’inizio di una terapia a base di statine tuttavia modificare le proprie abitudini alimentari potrebbe essere uno strumento risolutivo per abbassare il colesterolo e migliorare il proprio profilo di lipidi nel sangue. Cercare di abbassare i livelli di colesterolo attraverso farmaci in soggetti dai sessant’anni di età in su è considerato da tanti esperti una perdita di tempo e di risorse, mentre intervenire sulle abitudini e lo stile di vita è un sistema molto più efficace e valido in termini di possibilità di attuazione e soprattutto di risultati.

Come accennato l’abbassamento eccessivo del colesterolo aumenta il rischio di tumori, disturbi mentali e infezioni. Esso è importante per la salute delle membrane cellulari, per la sintesi ormonale e per il nostro sistema immunitario.

Livelli di colesterolo alto sono dovuti a una dieta non salutare e a un consumo eccessivo di grassi saturi ma ci sono alcuni alimenti che aiutano ad abbassare il colesterolo. Alcuni cibi ad esempio ci aiutano ad introdurre fibre solubili che si legano al colesterolo e ai precursori trascinandoli fuori dal corpo prima che entrino nel sangue. Altri alimenti contribuiscono fornendo grassi polinsaturi che abbassano direttamente la frazione dannosa mentre altri bloccano l’assorbimento del colesterolo grazie alla presenza di steroli vegetali e stanoli.

Attività fisica e dieta per controllare il colesterolo

In qualsiasi caso quindi, sia che il medico decida di somministrare o meno le statine per regolare i livelli di colesterolo, è fondamentale porre l’accento anche sull’alimentazione in maniera che essa venga programmata in modo più intelligente in abbinamento a un’attività fisica costante. Parliamo soprattutto di attività aerobica che aiuta ad aumentare la frazione benefica del colesterolo e la sensibilità all’insulina, risultati ottenibili anche con un buon allenamento con i pesi.

Se riusciamo a mantenere un peso nella norma e un’alimentazione con una quota di carboidrati adeguata e non eccessiva potremo garantirci una buona sensibilità all’insulina in maniera da scongiurare la produzione epatica di colesterolo. Il colesterolo può essere alto anche a causa di problemi alla tiroide e di ipogonadismo quindi in tali casi è bene correggere a monte tali situazioni.

Rispetto all’uso di statine, l’intervento sull’alimentazione e l’attenzione ad una adeguata attività fisica rappresentano un passo decisamente più impegnativo e attento per qualsiasi individuo che deve essere responsabilizzato ed istruito anche e soprattutto dal proprio medico in primo luogo. In tal modo il colesterolo può essere modulato in maniera naturale evitando il rischio di problematiche muscolari ed effetti collaterali importanti che possono conseguire l’assunzione di farmaci.

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