Sei ipo o iper ossidatore? Le classi metaboliche nella dieta

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In questo approfondimento facciamo principalmente riferimento alla dieta basata sul 40 30 30, numeri che corrispondono alle percentuali complessive di carboidrati, proteine e grassi. Tale regime alimentare è un ottimo punto di partenza ma bisogna tenere in considerazione come non esista un’alimentazione valida per tutti, perché ogni dieta va calibrata in base all’individualità biochimica.

Quando si parla di cromosomi, di impronte digitali, di voce, non serve essere scienziati per comprendere come ogni soggetto abbia una propria individualità, tuttavia quando si tratta di medicina, di fisiologia, di malattie e di terapie è purtroppo molto facile generalizzare e pensare che ad esempio una cura possa esplicare gli stessi effetti su tutti i pazienti. Il futuro della medicina e della nutrizione sta proprio nel riequilibrare e nel personalizzare gli interventi in termini di terapie, di diete e di integratori.

La dieta va personalizzata anche in base al biotipo

Chi tende ad aumentare di peso più facilmente può essere identificato attraverso differenti classi di biotipi, come quella androide e quella ginoide, quella dell’ipolipolitico, dell’iperlipogenetico, e dell’iper o ipo-ossidatore.

Iperossidatore e metabolismo veloce: servono meno carboidrati

Parlando proprio di queste ultime classi di biotipi metabolici, notiamo che gli ossidatori veloci sono quelli che tendono a sudare di più, ad avere pelle e capelli grassi a causa di una stimolazione superiore delle ghiandole sebacee e sudoripare. Questi soggetti tendono quindi a presentare una temperatura maggiore e una scarsa sensibilità al freddo, risultano caratterizzati da personalità più espressive, tendono più facilmente a diventare aggressivi e risultano più competitivi.

L’iper ossidatore ha un metabolismo estremamente veloce e quindi la sua dieta deve essere caratterizzata da sostanze a combustione più lenta per bilanciare la grande velocità con cui il suo corpo brucia l’energia a partire dagli alimenti. In questo caso quindi può risultare utile ridurre i carboidrati a favore dei grassi e delle proteine in maniera da conservare livelli di energia costanti.

La quota di proteine deve comunque risultare adeguata perché gli elevati livelli di cortisolo favorirebbero i processi catabolici ossia la distruzione delle proteine stesse: in queste condizioni l’organismo consumerebbe i propri tessuti per provvedere all’energia. La dieta di questo biotipo dev’essere anche ricca di grassi perché tali nutrienti sono caratterizzati da una combustione lenta e rallentano il processo con cui si tende ad ossidare la propria muscolatura per ricavare energia immediata a partire dal glucosio.

I carboidrati da evitare risultano in particolare quelli ad elevato indice glicemico come i dolci, le bevande zuccherate e così via. I cereali integrali possono essere mantenuti ma in quantità controllate poiché contengono sostanze che limitano la conservazione del calcio e del magnesio che già sono carenti in questo biotipo.

L’ipo-ossidatore e metabolismo rallentato: più carboidrati semplici, più energia

L’ipo-ossidatore è un soggetto che più facilmente tende ad avere problemi di sovrappeso per via della sua scarsa capacità di ossidare le molecole provenienti dagli alimenti e se si tratta di una donna è più facilmente suscettibile alla cellulite. Mani e piedi risultano sistematicamente più freddi ma anche la stessa temperatura corporea è più bassa in generale rispetto agli standard.

Tendenzialmente questo biotipo dal punto di vista psicologico gestisce le situazioni stressanti allontanandole, reagendo con apatia e introversione, tendendo a vivere nel passato e a manifestare sintomi depressivi quando non riesce a rivivere gli stessi avvenimenti. Man mano che l’ossidazione rallenta anche questi problemi tendono ad amplificarsi, portando il soggetto ad un’estrema timidezza, stanchezza, introversione ed apatia.

Il metabolismo risulta rallentato con il rischio di soffrire di cali energetici e di anemia e questo comporta spesso un aumento nell’appetito poiché con un quantitativo di cibo superiore il soggetto può sopperire a substrati energetici richiesti. In particolare questo biotipo sente l’esigenza di introdurre i carboidrati raffinati perché garantiscono energia immediata.

I carboidrati migliori risultano quelli a basso indice glicemico come la frutta e la verdura fresche e i cereali integrali: meglio evitare cavoli, cavolfiori e simili perché contengono sostanze che inibiscono l’attività tiroidea.

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