Restrizione calorica e testosterone

dieta dimagrante quale funziona

Quando ci si mette a dieta al fine di dimagrire e/o migliorare la definizione, l’approccio solitamente è quello di una restrizione calorica e un aumento del dispendio energetico attraverso l’attività fisica. Si tratta di una strategia sicuramente efficace ma che genera un calo energetico facilmente riscontrabile sia dal punto di vista psicologico che fisico che sessuale.

Chiaramente il corpo sottoposto ad attività fisica e a deficit alimentare interpreta la situazione come allarmante per la sopravvivenza e quindi l’aspetto riproduttivo passa in secondo piano. È stato ampiamente dimostrato ad esempio che le donne che subiscono un calo eccessivo di massa grassa sperimentano un blocco del proprio sistema endocrino, che può comportare fenomeni come l’assenza del ciclo. Le donne in effetti necessitano di una superiore massa grassa percentuale rispetto ai maschi per mantenersi in salute e conservare attive le proprie funzioni.

Dieta e livelli ormonali, come la restrizione calorica incide sull’assetto endocrino di uomini e donne

Tuttavia anche i maschi che presentano percentuali di grasso troppo basse sperimentano un abbassamento delle funzionalità ormonali e riproduttive. Bisogna ancora determinare se la causa sia soprattutto la bassa percentuale di grasso o l’allenamento eccessivo ma probabilmente rilevano entrambi i fattori.

Per quanto riguarda l’uomo percentuali di massa grassa basse possono sicuramente evidenziare gli addominali ma incidere negativamente sul testosterone, considerando che per ottenere questo risultato gli atleti si sottopongono a restrizione calorica.

Studi scientifici sulla restrizione calorica e i livelli di testosterone nell’uomo

Il primo studio che prendiamo in considerazione riguarda la dieta seguita da un atleta per sei mesi prima della competizione dove il consumo giornaliero di 2800 cal è stato gradualmente diminuito a 2500 al giorno. L’allenamento seguito prevedeva ogni settimana cinque ore di allenamento pesi, 40 minuti di allenamenti a intervallo e 30 minuti di bassa intensità, consumando 600 kcal al giorno ulteriori rispetto alla propria spesa energetica. Alla fine dei sei mesi il testosterone si era abbassato del 76% mentre il cortisolo era aumentato del 107% così come i livelli di ansia, accompagnandosi anche ad una perdita di massa pari al 21%.

Un altro studio piuttosto significativo ha misurato la risposta endocrina dopo tre settimane di dieta da 1350 cal al giorno, osservando la perdita di 6 chili di peso durante le prime tre settimane con un abbassamento del metabolismo di quasi il 40% e del testosterone dell’11%.

Un terzo studio ha misurato gli effetti di una dieta variabile per quanto riguarda il contenuto proteico: da una parte la dieta meno ricca di proteine ha consentito di perdere più peso ma anche più massa, evidenziando l’importanza anche nel breve termine di assumere più proteine per salvaguardare la muscolatura soprattutto durante una dieta.

I livelli di testosterone totale e libero nonché il fattore di crescita risultano diminuiti in entrambi i gruppi sottoposti a restrizione calorica che può essere considerata una prima causa di diminuzione dei livelli degli ormoni sia anabolici che sessuali. Questo dato ha concretizzato anche una perdita di forza, disturbi dell’umore e squilibri ormonali.

La maniera migliore quindi per evitare questi effetti indesiderati è seguire un’alimentazione strutturata su 25 cal per ogni chilo di massa magra (almeno), in associazione a un quantitativo proteico di almeno 1,6 g per ogni chilo di peso e un allenamento pesi mirato e calibrato sul risultato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

//]]>