Rendere il metabolismo più efficiente per bruciare più grassi

come trasformare il grasso in muscolo

Ogni individuo è diverso dall’altro e reagisce in maniera differente ad un certo tipo di dieta: c’è chi si trova meglio con una quota più elevata di carboidrati c’è chi invece risulta più reattivo ad un’alimentazione che ne contiene meno. Questa diversità è correlata a tanti fattori tra cui quelli costituzionali, ormonali, genetici, tuttavia esiste sicuramente un’alimentazione più idonea di altre in grado di favorire un metabolismo più efficiente che porti a bruciare più grassi.

Tenendo sotto controllo la propria dieta in maniera da contenere i livelli glicemici potremo favorire un ambiente lipolitico facilitato dai bassi livelli dell’insulina che ha un ormone che quando viene stimolato impedisce proprio il dimagrimento. L’insulina infatti inibisce l’utilizzo dei grassi per finalità energetiche quindi il corpo è meno portato a bruciare i tessuti adiposi durante l’arco delle ventiquattr’ore prediligendo il consumo di glicogeno muscolare per la produzione energetica.

Attivare il metabolismo dei grassi: ecco come variare gradualmente la propria dieta

Le variazioni vanno introdotte nella propria dieta in maniera graduale e possono essere scandite da diverse fasi ognuna delle quali dura dai 7 ai 14 giorni. Vediamo insieme un esempio pratico di come adattare l’alimentazione e sfruttarla per un metabolismo più efficiente:

  1. durante la prima settimana o i primi 14 giorni il piatto può essere costituito per metà da cereali integrali, del 25% da proteine e grassi e per l’ultima parte da verdura e frutta fresca;
  2. dopo la prima settimana o nella seconda metà del mese il piatto risulterà costituito per il 30% da cereali integrali, un altro 30% da grassi e proteine e l’ultima parte sempre da frutta e verdura.
  3. Nella terza fase della dieta il piatto sarà riempito per metà da frutta e verdura, per un 10% da cereali integrali e il resto da una quota di proteine e grassi.
  4. Possiamo quindi all’ultima fase di transizione in cui elimineremo i cereali per realizzare un piatto formato per metà da frutta e verdura, per metà da proteine e grassi, inserendo i legumi in piccola quantità.

Il rapporto finale tra carboidrati e proteine sarà equivalente o con un massimo di proporzione due a uno in favore dei carboidrati. Non stiamo parlando sicuramente di una dieta low carb a basso contenuto di zuccheri bensì di un’alimentazione bilanciata in cui non eccedere con i soliti alimenti quali pasta, pane, cereali in fiocchi e fette biscottate. Vediamo quindi nella pratica un esempio di come realizzare i pasti di un’intera giornata:

  • a colazione si può mangiare una porzione di fagioli neri o uova, spinaci e formaggio magro oppure una colazione dolce a base di frutta secca, frutti di bosco e yogurt greco;
  • per pranzo e per cena si possono preparare due abbondanti insalate con carne bianca o pesce più frutta;
  • a cena si possono aggiungere i carboidrati che hanno anche la benefica caratteristica di alzare la serotonina favorendo il sonno – essendo questa un precursore della melatonina. Il ruolo dei carboidrati a cena è funzionale anche per un migliore recupero: insieme a una porzione di legumi, i carboidrati ideali a tale scopo sono ad esempio il grano saraceno oppure la quinoa.
  • Gli spuntini possono essere costituiti da frutta secca, frullati o centrifugati con l’aggiunta di integratori proteici, olio di lino, olio di cocco.
  • Chi deve perdere molto peso può evitare gli spuntini dato che questi non saranno necessari in quanto il fisico non andrà incontro a fasi ipoglicemiche che normalmente vengono appunto compensate da snack tra un pasto principale e l’altro.

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