Quinoa e amaranto: due cereali antichi per bodybuilder natural

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Quinoa e amaranto: perchè potrebbero interessare non solo a chi vuole stare in salute ma anche ad uno sportivo e ad un bodybuilder? Perchè si tratta di due cereali antichi ricchi di interessanti proprietà benefiche, che ci consentono di portare maggiore varietà a tavola ed offrire una alternativa gustosa al glutine. Via libera quindi non solo al riso integrale e ai grani antichi (che contengono glutine ma non sono OGM) come kamut, farro dicocco, senatore cappelli ma anche a questi due cereali, che andiamo ad approfondire più nel dettaglio!

Quinoa e amaranto: cosa contengono

La quinoa era già utilizzata al tempo degli Incas, circa 5000 anni fa e ne esistono numerose varietà, anche se nei negozi di solito la troviamo nelle colorazioni bianco, rosso e nero. Dal punto di vista botanico non è un grano ma uno pseudo cereale, ossia una pianta non erbosa che l’uomo utilizza in maniera simile ai cereali, con cui condividono un analogo profilo nutrizionale. I semi degli pseudocereali infatti possono essere macinati e trasformati in farina.

La quinoa fornisce vitamine, minerali e fibre che sostengono la digestione, ferro, vitamine del complesso B, potassio, calcio, magnesio, fosforo e vitamina E, acidi grassi e altri antiossidanti. Viene considerata una proteine vegetale completa poiché contiene tutti gli aminoacidi essenziali (come la canapa) e offre inoltre un profilo proteico più elevato rispetto al rapporto con i carboidrati di altri prodotti analoghi al grano. Addirittura la NASA ha proposto questo cereale come alimento ideale per gli astronauti.

Si consiglia di consumarla dopo un attento risciacquo, per eliminare i residui di saponina eventualmente presenti (si tratta di un naturale rivestimento che la pianta utilizza per allontanare gli insetti). Può essere mangiata dopo 15 minuti di cottura e il suo gusto la rende un ingrediente particolarmente versatile, utilizzare al posto del riso ma anche negli hamburger o nelle insalate fredde. Può essere consumata anche a crudo quando viene fatta germogliare.

Quinoa e amaranto: aminoacidi per la massa

L’amaranto viene anch’esso dall’America ed era tipicamente coltivato dagli aztechi che lo chiamavano il “grano degli dei”. Si tratta anche in questo caso di un cereale del tutto privo di glutine ed adatto a chi è celiaco: viene apprezzato da tutti per la sua elevata digeribilità e la ricchezza di fibre, caratteristiche che lo rendono ideale anche chi soffre di problemi all’intestino ai bambini e agli altri. Contiene lisina, ferro, calcio, fosforo, magnesio, vitamine del gruppo B e vitamina C, alanina, arginina e acido glutammico.

100 grammi di amaranto contengono 370 calorie così ripartite: 1.6 grammi di grassi, 3.8 di proteine, 19 grammi di glucidi cui si aggiungono 2 grammi di fibre. Contiene quindi il doppio delle proteine rispetto al riso caratterizzato da un 6% di proteine ogni 100 grammi (alcune varietà di amaranto ne contengono anche il triplo!).

L’elevata presenza di aminoacidi rende l’amaranto molto indicato a chi vuole impostare un programma di crescita muscolare e il basso indice glicemico garantisce l’assenza di indesiderati accumuli adiposi.

L’amaranto si può consumare cotto (di solito sulla confezione sono indicati 15 minuti in acqua bollente) ma anche crudo dopo che viene fatto germogliare.

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