Proteine migliori: vegetali o siero di latte?

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Le proteine migliori per uno sportivo sono quelle vegetali o le derivate dal siero di latte? In questo approfondimento vogliamo comprendere le differenze tra i vari tipi di proteine e l’impatto che hanno sul nostro organismo dal punto di vista dell’aumento massa e della conservazione della muscolatura.

Le vegetali, definite recentemente vegan protein, sono estratte da fonti non animal certificate, come canapa, riso, piselli, soia: la loro efficacia attuale non ha nulla da invidiare alle whey del siero e della carne perchè le attuali conoscenze e le più recenti tecnologie consentono di integrare qualsiasi fonte aminoacidica di cui la sostanza fosse carente in natura (come la metionina per la soia).

Quindi, sia che tu stia seguendo un programma di dimagrimento, sia che tu stia lavorando per aumentare la massa, le proteine vegetali possono fornire tutto il materiale plastico di cui necessiti durante la fase di recupero. Inoltre, l’elevata digeribilità delle proteine vegetali evita gonfiori e altri disturbi tipici dell’assunzione delle whey.

Proteine migliori e la soluzione al problema degli aminoacidi mancanti

Per anni le proteine vegetali sono state considerate di secondo livello nell’ambito della supplementazione sportiva perchè si riteneva che il loro valore biologico fosse inferiore alle proteine del siero e a quelle che derivano sempre da fonti animali. Oggi però le case produttrici hanno sopperito alle carenze di aminoacidi mancanti integrando con fonti che le contengono e quindi possiamo affermare che le proteine vegetali mettano a disposizione tutto il pool di sostanze necessarie allo sportivo, per il suo fabbisogno quotidiano.

Le proteine vegetali inoltre sono consigliate non solo a chi segue una dieta vegana o vegetariana, ma anche a chi soffre di intolleranze come al lattosio e al glutine (riso soia e canapa non lo contengono ad esempio) e per chi cerca un maggior benessere con fonti non animali.

Proteine migliori: le whey rimangono le più utilizzate

Nonostante le positive premesse, bisogna ammettere che le whey del siero di latte restano tuttora le proteine preferite dai cultori del fisico. Esse vengono estratte dal latte vaccino e sottoposte a diverse lavorazioni che servono a eliminare carboidrati, lipidi e lattosio. A seconda della lavorazione che può avvenire attraverso filtri meccanici o reagenti chimici, si ottiene una proteina più o meno pura e dal valore biologico più o meno elevato. Le whey comunque svolgono un ruolo fondamentale a garantire il bilancio positivo dell’azoto, principio alla base dell’aumento della massa muscolare e si distinguono in WPC, WPI e WPH:

  • WPC sono le whey concentrate, quelle con il miglior rapporto tra qualità e prezzo, caratterizzate da un 80% di materia proteica sul totale
  • WPI sono le whey isolate, con percentuali proteiche fino al 90%
  • WPH sono le proteine del siero idrolizzate, le più costose sul mercato ma anche le migliori dal punto di vista della qualità e della quantità del materiale proteico contenuto

Proteine migliori: cosa scegliere e quando assumerle

Constatato che a livello pratico, se il nostro fine è l’aumento della massa, entrambi le fonti proteiche possono sostenere la crescita con la medesima qualità, ogni sportivo può scegliere il suo integratore in base allo stile di vita, all’impatto sulla salute, all’etica.

Qualsiasi sia la scelta personale, l’integratore viene metabolizzato diversamente da ogni persona: si raccomanda quindi di leggere con attenzione le etichette, consultarsi con il proprio specialista in caso di patologie ed eventuali farmaci assunti e di ascoltare le reazioni del proprio corpo in base ai risultati che si vogliono ottenere.

Concludiamo ricordando che ovviamente, qualsiasi tipo di proteina funziona più efficacemente se seguiamo un allenamento mirato all’aumento della massa muscolare insieme ad una dieta adeguata. Abbiamo menzionato il bilancio positivo dell’azoto ma non dobbiamo dimenticare che è fondamentale anche il bilancio positivo delle calorie, ossia più calorie assunte rispetto quelle consumate.

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