Perdita di peso e stallo: perchè non dimagrisco più?

Come eliminare i kg di troppo

Dedichiamo questo approfondimento a tutti quelli che almeno una volta nella vita si sono cimentati in una dieta per poi raggiungere sfortunatamente un momento di stallo, in cui il peso corporeo arriva ad un punto oltre quale non riesce più a proseguire. Questa spiacevole condizione è spesso concomitante a una reazione di sconforto e rassegnazione, nonché preoccupazione per la difficoltà incontrata.

Tutti i professionisti della nutrizione sanno bene che lo stallo del peso è una tappa fissa di qualsiasi terapia nutrizionale dimagrante, un evento così frequente che anche la statistica è riuscita a collocare in un periodo ben definito. Molti studi hanno rilevato che lo stallo di peso si verifica circa al sesto mese di dieta e contrariamente a quanto si può pensare, si tratta di un evento prevedibile.

Perdita di peso e stallo del sesto mese

Il principio che porta alla perdita di peso è il noto deficit calorico, che corrisponde alla differenza tra energia introdotta e bruciata: questo significa che le calorie spese devono superare quelle ingerite con l’alimentazione. Si tratta di un’affermazione molto semplicistica che non tiene conto di tante sfaccettature individuali e nutrizionali.

Ma se il bilancio energetico non è negativo, il dimagrimento, in buona sostanza, è impossibile.

Le energie che introduciamo provengono dalle calorie degli alimenti mentre il dispendio è dato dalla somma tra il metabolismo basale e l’attività fisica complessivamente svolta. Il che non significa tenere in considerazione solamente le ore di palestra ma qualsiasi altra azione compiuta durante la giornata; per ottenere quindi un bilancio energetico negativo bisogna ridurre le calorie a tavola e aumentare l’attività fisica complessiva.

Perdita di peso e stallo: ogni mese -2 Kg

Oggi i professionisti sanno bene che è meglio non tagliare oltre il 30% delle calorie complessive e che eliminando circa 3500 cal a settimana è possibile ridurre il peso di quasi due chili al mese. Questi accorgimenti sono peraltro fondamentali anche al fine di conservare la massa muscolare magra, che se venisse ridotta inciderebbe negativamente sul processo dimagrante inibendo il metabolismo. Chi pratica culturismo è un esempio piuttosto evidente di come pur introducendo migliaia di calorie ogni giorno, si possa mantenere una grande massa magra insieme ad una bassa percentuale di grasso.

Ma quindi se lo stallo arriva verso il sesto mese di regime alimentare, potrebbe trattarsi di deperimento della massa muscolare complessiva? La risposta è no, perché analizzando la composizione corporea dei soggetti osservati è emerso che dopo quest’arco di tempo la massa muscolare risulta piuttosto simile a quella di partenza. Quel che si è ridotta è sicuramente la motivazione psicologica, e per quanto riguarda il supposto calo del metabolismo basale, bisogna tenere a mente alcune riflessioni:

  • la risposta metabolica è strettamente individuale, perché non è detto che con 3500 cal in meno ogni settimana qualsiasi soggetto ottenga sistematicamente un dimagrimento di circa mezzo chilo ogni sette giorni;
  • la natura dello stallo non è metabolica ma comportamentale, nel senso che il soggetto a dieta comincia a compensare il bilancio energetico con piccoli sgarri e arrotondamenti sulle quantità rispetto alle meticolose misurazioni dei primi tempi.

In conclusione quindi la statistica e l’esperienza di numerosi esperti confermano che nella maggior parte dei casi, lo stallo di peso non dipenda dalla riduzione della massa muscolare o dei ritmi metabolici, bensì da un approccio diverso da parte del soggetto a dieta.

È opportuno anche osservare come, per evitare la riduzione del metabolismo dopo qualche anno, sia consigliabile associare alla dieta ipocalorica anche un percorso di attività fisica sia anaerobico che aerobico, per sostenere il metabolismo e conservare la massa muscolare.

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