Omega 3 e salute: l’importanza di una integrazione naturale

La dieta seguita dalla maggior parte delle persone in quest’epoca moderna non apporta sufficiente quantità di omega tre. Alcuni di questi acidi grassi si trovano in particolare nei semi e nelle piante caratteristiche dei climi più rigidi, nelle parti verdi dei vegetali che abbondano di acido linoleico, nella carne e negli oli che vengono estratti dal pesce tipico dei mari freddi come ad esempio il salmone, il merluzzo, il tonno… che risultano particolarmente ricchi di EPA e DHA.

La necessità di lavorare a livello industriale il cibo fa sì che la maggior parte delle persone consumi in effetti alimenti alterati rispetto al loro formato originale e ad ulteriore aggravio di tale problema le stesse industrie hanno spesso l’interesse a rimuovere gli acidi grassi omega tre dal cibo per preservarlo dal deterioramento e allungare la data di scadenza.

Omega 3 e cibi raffinati

In effetti ci sarà capitato di osservare anche nella nostra esperienza quotidiana come i cibi ricchi di omega tre diventino più facilmente cattivi al palato, dato che gli acidi grassi polinsaturi che li caratterizzano tendono ad attirare e legarsi all’ossigeno e quindi a deteriorarsi e irrancidirsi molto più rapidamente.

La qualità chimica di legarsi all’ossigeno è proprio la ragione per cui gli acidi grassi insaturi risultano estremamente benefici per la nostra salute, dato che aiutano proprio a trasportare le molecole di ossigeno nel corpo. Se nei cibi industriali la lavorazione tende ad eliminare la maggior parte di questi acidi grassi, la quota rimanente viene quasi del tutto compromessa dall’idrogenazione. Questo procedimento viene applicato ad oli insaturi per renderli solidi e più duraturi come accade per esempio con la margarina. Durante la raffinazione gli oli però vengono portati a temperature molto alte e questi processi modificano la struttura chimica degli acidi grassi che dal loro formato CIS diventano TRANS.

CIS è l’unico formato presente in natura mentre i grassi TRANS derivano esclusivamente da queste rielaborazioni umane. La cosa preoccupante è che il nostro corpo non sa distinguere questi acidi durante il processo digestivo e l’assimilazione e quindi gli acidi TRANS si comportano come veleni antagonisti degli acidi grassi essenziali, all’interno della membrana cellulare.

La proporzione tra acidi grassi omega sei e omega tre era estremamente equilibrata in passato, mentre oggi come minimo è pari a 10 se non 30 a 1, sbilanciata fortemente a favore degli omega sei. Questo squilibrio determina un’azione infiammatoria che può essere considerata come il precursore della maggior parte delle malattie degenerative moderne.

L’importanza di integrare omega tre quindi deriva anche dalla necessità di bilanciare il rapporto tra gli acidi grassi delle due famiglie.

Salute del cervello e prestazioni sportive: ecco perchè integrare Omega 3

Gli omega tre sono fondamentali anche per la salute del cervello, considerando che circa il 30% dello stesso è formato proprio da DHA. Il latte materno è estremamente ricco di questi acidi grassi e alcuni studi effettuati su bambini nutriti con latte artificiale senza DHA mostravano un maggiore rischio – pari al doppio – di ammalarsi di disfunzioni neurologiche col tempo.

Maggiore è la quantità di omega presenti nelle membrane cellulari e maggiore è la sensibilità all’insulina: più grassi saturi ci sono e più elevata è la resistenza. Gli acidi grassi omega tre quindi riescono a modulare la permeabilità e la sensibilità della membrana all’insulina esercitando potenzialmente anche degli effetti di miglioramento della performance sportiva, rendendo le cellule del muscolo più recettive nei confronti dei nutrienti come glucosio e aminoacidi.

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