La connessione tra il cibo e la concentrazione mentale

integratori forza, i supplementi più adatti

Solitamente ricordiamo l’influenza della dieta in merito alla prestazione atletica soprattutto per l’apporto energetico e la costruzione della muscolatura. Tuttavia questa correlazione è meno evidente per quanto riguarda l’effetto del cibo sulla concentrazione mentale che risulta comunque un fattore importante nella prestazione. Quando si sopravvalutano le richieste energetiche prima di un allenamento, si tende a seguire un’alimentazione troppo ricca di glucidi che potrebbero generare sonnolenza soprattutto se gli alimenti sono ad alto indice glicemico.

Richieste energetiche e sonnolenza: il ruolo del triptofano

Tuttavia quest’effetto di sonnolenza è esattamente l’opposto di quel che vorremmo sperimentare durante il workout. Il picco insulinico che si genera a seguito dell’ingestione di soli carboidrati lascia campo libero al triptofano che favorisce la sonnolenza. La sensazione di torpore, il calo di attenzione e l’affaticamento vengono così a presentarsi durante l’attività fisica.

I primi studi che hanno verificato tale ipotesi risalgono al 1970 e i riscontri erano comunque evidenti in un campione di persone non sportive. Parlando però in questo caso di atleti che si sottopongono ad allenamenti costanti e particolarmente duri, l’apporto dei nutrienti sarà ancora più determinante.

In particolare l’assunzione di aminoacidi ramificati è funzionale al contenimento del triptofano aiutando a controbilanciare i suoi effetti che favoriscono invece sonnolenza.

Negli sport di lunga durata il glicogeno tende progressivamente a esaurirsi e questo attiva tra gli altri processi anche un maggiore rilascio di acidi grassi liberi che condividendo lo stesso trasportatore del triptofano ne inducono una maggiore presenza in forma libera che raggiungerà più facilmente il cervello – con le conseguenze che abbiamo descritto.

Sforzi prolungati, carboidrati e aminoacidi ramificati

Secondo alcuni esperti un apporto di glucidi prima di uno sforzo prolungato potrebbe comunque evitare l’insorgenza della fatica mentale: assumere carboidrati durante un workout prolungato migliora la prestazione e genera una riduzione nella proporzione tra triptofano e aminoacidi.

Gli studi su questo argomento sono molto interessanti ma alquanto discordanti considerando che i dati raccolti variano in funzione del tipo di sport, della dieta seguita, dell’assetto ormonale, evidenziando come non possa esistere una ricetta identica per tutti. D’altra parte il triptofano aumenta anche dopo un pasto particolarmente ricco di proteine ma in questo caso senza interferire sui livelli di serotonina per via della presenza degli altri aminoacidi concorrenti che ne ostacolano il passaggio.

Consigli pratici per rimanere lucidi durante l’allenamento

Il principale consiglio è inserire sempre una fonte di proteine insieme ai carboidrati che si vanno ad ingerire e possibilmente anche una dose di aminoacidi ramificati: le esigenze di atleti di diverse discipline sono ovviamente differenti ma il concetto di non eccedere con gli zuccheri resta comunque valido – anche perché è consigliabile che le riserve di glicogeno siano sature prima del pasto più vicino all’allenamento.

Chi è solito ingerire una quota di carboidrati che corrisponde al 50 o 70% dell’apporto calorico complessivo quotidiano e avesse intenzione di ridurli subito prima di una sessione di attività fisica per queste ragioni, deve considerare la possibilità di subire drastici cali del proprio livello di attenzione e in caso di sforzi prolungati, mettere in conto anche il rischio di una perdita di coscienza che può risultare molto pericolosa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

//]]>