Invertire il tempo grazie all’epigenetica

In questo articolo affronteremo l’interessante argomento dell’epigenetica; una delle regole più importanti della genetica ci racconta che le principali informazioni che possediamo risiedono nei geni sotto la forma del DNA. L’epigenetica è la scienza, relativamente recente, che studia gli effetti che l’ambiente che ci circonda e lo stile di vita esercitano sui nostri geni.

Se da una parte è vero che il materiale genetico ci viene tramandato dai genitori e in quanto tale non può essere modificato, l’espressione dei geni ossia la capacità di ogni gene di agire nella propria funzione è un processo regolato e influenzato da tanti fattori esterni. Quindi il potenziale genetico trasmesso dai genitori può essere influenzato dalle nostre scelte quotidiane. dall’aria al cibo, dall’acqua all’ambiente, tutto può modificare in maniera profonda l’espressione genetica che caratterizza ognuno di noi.

Anche gli effetti epigenetici e non solo il DNA possono essere tramandati ai figli: questo studio estremamente interessante fa comprendere ancora di più l’importanza delle proprie scelte nello stile di vita. Ciò consentirebbe alle generazioni future di essere ancora più preparate a scenari sempre più differenziati.

Epigenetica e antiaging

Un’interessante indagine scientifica condotta in California ha suggerito che l’invecchiamento biologico può essere rallentato e invertito: l’età biologica è quella che un individuo esprime in funzione della qualità biologica dei suoi tessuti, dei suoi organi in comparazione a valori standard di riferimento. Ovviamente questo indice non va confuso con l’età anagrafica che è sempre correlata alla data di nascita.

L’obiettivo di questa ricerca è stata la dimostrazione scientifica della possibilità di invertire lo scorrere del tempo del virtuale orologio epigenetico dell’organismo umano. Si parla quindi di tutte le alterazioni del DNA avvenute dal momento dello sviluppo dell’embrione fino all’età adulta.

Età biologica ed età anagrafica

Così come è vero che l’età biologica può essere inferiore rispetto all’età anagrafica è purtroppo vero che possiamo avere anche una situazione completamente opposta. In questo studio alcuni volontari sani tra i 50 e i 65 anni hanno assunto per un anno una miscela di tre farmaci di cui due ormoni bioidentici e un farmaco per il diabete. Analizzando il loro genoma si è registrata una diminuzione di circa due anni e mezzo della loro età biologica e anche il sistema immunitario ha tratto grosso beneficio dimostrando di essere ringiovanito.

Uno degli studi più recenti in merito all’ambito dell’epigenetica ha testato il livello di sicurezza dell’ormone GH per ripristinare i tessuti di una ghiandola, fondamentale per la funzione immunitaria. Anche in questo caso i risultati ottenuti sono stati significativi per tutti i soggetti testati e sono stati ripetuti anche per quanto riguarda l’utilizzo di molecole anti-invecchiamento in termini di prevenzione verso le malattie più comuni dovute all’avanzare dell’età come ad esempio le patologie cardiache e quelle degenerative.

Possiamo quindi affermare che pur risultando necessari più studi per validare ulteriormente queste prime conclusioni, le prospettive terapeutiche sembrano davvero sconfinate non solo nel campo delle malattie infettive ma anche per il trattamento di tumori e dell’invecchiamento più in generale.

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