Fisiologia muscolare: struttura ed energia per muovere i muscoli

Per chi ha deciso di impegnarsi nella costruzione di una maggiore massa muscolare, è importante conoscere il funzionamento del nostro corpo, in maniera da orientare al meglio le proprie scelte. Ottenere risultati concreti è un obiettivo fattibile ma sicuramente non semplice e non alla portata di tutti: serve dedizione e serve costanza.

Da macchina umana è la più sensibile e imprevedibile e non esistono ricette valide universalmente per chiunque. La complessità dei processi che ci caratterizzano e le infinite variabili, pretendono un’attenzione costante nel proprio stile di vita e nei propri comportamenti.

La fisiologia muscolare ci aiuta a riflettere sull’efficacia dell’allenamento e sugli effetti che esso genera nel nostro corpo. Qualsiasi cosa farai in palestra, il tuo corpo riceverà uno stimolo che produrrà una risposta di adattamento e quindi nulla andrà lasciato al caso. Conoscendo meglio come lavora il tuo corpo, saprai sfruttare al meglio le potenzialità dell’attività fisica per ottenere l’obiettivo che consiste, ad esempio, nel guadagnare massa.

Meccanismi energetici e ATP

Il primo meccanismo riguarda i sistemi energetici utilizzati dal corpo a seconda del tipo di attività fisica svolta. Qualsiasi movimento e qualsiasi attività metabolica, necessitano di energia che viene ottenuta dagli alimenti ed eventualmente dagli integratori, consentendo tra le altre cose la realizzazione delle contrazioni muscolari.

L’ATP è la forma più semplice di immagazzinamento energetico ed avviene a livello cellulare: demolendo tale molecola si ricava energia immediata e si tratta di una reazione reversibile. Tuttavia le scorte di ATP sono limitate e vanno continuamente rigenerate soprattutto quando ci si allena in maniera prolungata.

Abbiamo tre meccanismi metabolici di produzione energetica attraverso cui il corpo sintetizza le molecole di ATP in funzione della durata e dell’intensità degli sforzi: forza e velocità innescano il metabolismo anaerobico alattacido; l’ipertrofia è relativa al metabolismo anaerobico lattacido e la resistenza sfrutta prevalentemente il metabolismo aerobico.

Il corpo umano quindi produce energia attraverso questi tre meccanismi. Quando si richiede la massima potenza, il metabolismo anaerobico alattacido fa la differenza mentre quello anaerobico alattacido risponde a un’esigenza di buona potenza e buona capacità. Infine il metabolismo aerobico è quello tipico dell’attività fisica protratta nel tempo.

La struttura dei muscoli

Parliamo ora del tessuto muscolare che si distingue in muscoli lisci detti anche involontari, muscoli striati scheletrici, detti anche involontari e muscolo cardiaco che è simile al muscolo striato ma con funzioni che rimandano alla muscolatura liscia.

I muscoli che maggiormente rilevano nella nostra analisi sono quelli striati cioè quelli che abitualmente alleniamo in via diretta in palestra e che corrispondono ai pettorali, ai bicipiti, alle spalle e così via. Questi muscoli di norma non si contraggono in assenza di stimoli nervosi, e vengono attivati in maniera volontaria. Essi sono legati alle ossa dello scheletro attraverso i tendini ed è essenziale allenarsi in maniera ottimale per garantire anche la salute di queste componenti.

Le fasce muscolari che formano il muscolo principale sono suddivise a loro volta in tante fibre composte da centinaia di filamenti proteici chiamati mio fibrille. Al loro interno ci sono le unità contrattili che consentono essenzialmente il movimento.

L’ipertrofia muscolare è per definizione l’aumento del diametro delle fibre e può essere temporanea o permanente. Nel primo caso parliamo ad esempio di quel fenomeno che si verifica al termine dell’allenamento e che è legato soprattutto a un accumulo di liquidi negli spazi intracellulari e interstiziali. Si tratta di una situazione che dura al massimo qualche ora e che viene correlata al classico effetto pompaggio, determinato da un aumento del flusso sanguigno.

L’ipertrofia permanente è una condizione che si raggiunge aumentando il numero di fibre, iperplasia o aumentando la dimensione delle fibre muscolari, ipertrofia. Queste condizioni si possono raggiungere attraverso l’aumento delle proteine contratti di base, un aumento del numero dei filamenti di actina e miosina e un accrescimento o un ispessimento dei tessuti connettivi.

Altri fenomeni legato all’aumento della massa sono la maggiore vascolarizzazione dei tessuti che aumenta inoltre il liquido sarcoplasmatico e come già accennato l’aumento del numero di fibre che caratterizza nello specifico la condizione di iperplasia, un fenomeno ancora sotto studio ma assolutamente verificato anche nella fisiologia umana.

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