Dimagrimento localizzato: tutto quello che sappiamo

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Spot reduction o più comunemente nella nostra lingua, dimagrimento localizzato: si tratta di un argomento fortemente dibattuto che rimane a tutt’oggi ancora aperto. Abbiamo raccolto in questo articolo i risultati più importanti a partire dagli anni 60 su questa materia.

I primi studi che facevano riferimento al dimagrimento localizzato erano stati condotti quando ancora le misurazioni non potevano risultare particolarmente accurate circa i livelli del grasso sottocutaneo. A riprova di tale difficoltà infatti la maggior parte degli studi continuava riportare risultati differenti.

Dimagrimento localizzato: per la scienza non esiste (ancora) ma …

In una ricerca del 1979 però fu osservato per la prima volta come la diminuzione dello spessore dei tessuti adiposi non fosse associato a una riduzione significativa nella dimensione delle cellule adipose ma piuttosto legato a fattori secondari legati all’ipertrofia del muscolo sottostante. Questo risultato mostrava come il muscolo interessato nell’area adiposa, crescendo di volume, aiutasse a tendere la pelle facendo in modo che il grasso apparisse ridotto anche quando in realtà tale strato non era diminuito in maniera significativa.

A tale proposito risultano coerenti i risultati ottenuti nella maggior parte degli studi tra gli anni 80 e gli anni 2000 circa la riduzione apparente del grasso addominale e il classico esercizio dei crunch svolti in palestra in maniera regolare nel tentativo di ridurre tale strato adiposo. Anche in questo caso quindi la tonificazione e l’ipertrofia della muscolatura sottostante avrebbe generato solo l’illusione di un dimagrimento localizzato, quando il miglioramento estetico risulta invece legato al muscolo che ha reagito all’esercizio fisico.

Uno studio del 2006 però ha riaperto il dibattito circa la possibilità di un dimagrimento localizzato osservando come la lipolisi risultasse maggiore nel tessuto adiposo adiacente i muscoli in contrazione. 30 minuti attività fisica riescono a mobilitare fino a 0,1 g di grassi extra rispetto le aree localizzate, individuando tuttavia un valore numerico non particolarmente rilevante.

Pesi e lavoro aerobico nel dimagrimento localizzato

Per quanto riguarda l’allenamento con i pesi, uno studio del 2013 ha osservato un gruppo di atleti che ha allenato solo l’arto inferiore non dominante per un totale di 1000 ripetizioni per ogni sessione di workout. Al termine dello studio si è notato che la maggior parte del grasso corporeo perso proveniva da zone non allenate ed in particolare localizzate nella parte superiore del corpo, senza sostanziali differenze nella perdita di grasso tra un arto e l’altro.

Anche per quanto riguarda l’allenamento aerobico, uno studio del 2007 ha effettuato un esperimento in cui un gruppo di atleti veniva sottoposto ad una restrizione calorica riducendo le calorie apportate dalla dieta, mentre l’altro gruppo conseguiva il medesimo deficit calorico per metà riducendo le calorie e per l’altra metà eseguendo esercizio fisico aerobico. Dopo sei mesi di osservazione i depositi di grasso eliminati non si differenziavano tra i due gruppi in maniera evidente.

Secondo la ricerca scientifica quindi, il fenomeno del dimagrimento localizzato non può essere sperimentato con valenza universale nè con modelli ripetibili: sicuramente l’attività fisica può aiutare a migliorare l’estetica ma questi risultati non sono sempre ricollegabili (unicamente o in parte) ad un dimagrimento localizzato. Inoltre è opportuno notare come spesso i rigonfiamenti non siano legati necessariamente alla presenza di tessuto adiposo ma ad esempio a ristagni di acqua sottocute (cosiddetta ritenzione idrica).

Nonostante questi risultati, l’esperienza sul campo degli atleti rende difficile escludere l’esistenza del dimagrimento localizzato perché anche se le ricerche fino ad oggi non sono uscite confermarlo, bisogna tenere in considerazione che anche queste osservazioni hanno dei limiti, sia dal punto di vista delle misurazioni che dei comportamenti complessivi dei singoli individui.

Quindi, l’attività fisica e la dieta possono sicuramente aiutare a conseguire un dimagrimento localizzato; in attesa che la scienza riesca a creare modelli clinici e di allenamento ripetibili, l’invito è quello di testare sulla propria persona e sulla propria esperienza in palestra e a tavola i meccanismi di dimagrimento più efficaci e funzionali a livello individuale.

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