Dimagrimento localizzato: esiste secondo la scienza?

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Il dimagrimento localizzato detto anche spot reduction è un concetto cui la scienza della nutrizione ha iniziato ad interessarsi alla fine degli anni 90. Inizialmente gli articoli e le pubblicazioni sconfessavano la possibilità di poter mirare e dimagrire esattamente una zona del corpo e il complesso dei pareri rimane praticamente immutato per il decennio seguente. Nel 2006 è stato però pubblicato uno studio molto interessante circa il dimagrimento localizzato e la sua possibilità, sebbene in misura variabile da soggetto a soggetto.

Presso l’Università danese di Copenhagen gli studiosi hanno preso in esame un gruppo di soggetti che hanno eseguito delle estensioni ad una gamba per 30 minuti con un peso leggero. In seguito all’attività fisica sono state misurate le quantità di grasso sotto la cute sia nella gamba allenata che in quella rimasta a riposo. Si è quindi osservato che nella gamba allenata non solo era aumentato il flusso di sangue ma era anche diminuito il tessuto grasso sottocutaneo rispetto all’arto fermo, ipotizzando che le cellule adipose dell’area muscolare mirata avessero rilasciato un maggiore quantitativo di acidi grassi riversati poi nel sangue, indicando una maggiore attività di lipolisi nell’area target, allo scopo di rilasciare grassi a scopo energetico.

Dimagrimento localizzato, anche la scienza dice che è possibile

Con questa ricerca quindi si è osservato come l’attività fisica mirata abbia aiutato a bruciare grasso nell’area target osservando un programma con un elevato numero di ripetizioni svolte ad elevate intensità e con pause ridotte al minimo.

A seguito della pubblicazione di tale studio hanno iniziato a diffondersi più risultati positivi in merito la fattibilità del dimagrimento localizzato anche se la maggioranza delle opinioni risulta tuttora negativa. Chi non è d’accordo con l’esistenza della spot reduction cita spesso uno studio su 13 uomini che hanno seguito un workout mirato sull’addome per 27 giorni, passando da 140 ripetizioni nei primi sette giorni e raggiungendo le 336 ripetizioni neli ultimi giorni dell’ultima settimana (per un totale di 5000 ripetizioni).

Con una biopsia sono state misurate le dimensioni delle cellule adipose dell’addome, ed anche quelle sotto la scapola e sotto i glutei, verificando che il grasso era diminuito in uguale misura in tutte tre  i punti. Tuttavia è fondamentale ricordare, così come universalmente riconosciuto, che le ultime aree a dimagrire, quelle dove più è difficile eliminare il grasso accumulato, risultano proprio quelle dell’addome.

Dagli studi contrapposti all’affermazione finale: la spot reduction è possibile

Considerando questo punto di vista anche lo studio appena citato risulta un successo per quanto riguarda il dimagrimento localizzato, dato che la regione dell’addome negli uomini presenta un grasso sotto cutaneo estremamente più resistente ai processi dimagranti. Se avessero voluto quindi raggiungere una conclusione definitiva gli scienziati avrebbero dovuto confrontare un gruppo di controllo con caratteristiche analoghe al primo oppure studiare di nuovo il medesimo gruppo sottoponendolo solamente ad una dieta a basso contenuto di calorie e senza attività fisica.

Un esempio di approccio dietetico che tiene in considerazione la morfologia individuale che corrisponde alle specifiche e soggettive prevalenze ormonali è la crono morfo dieta, che viene influenzata dalla scelta degli alimenti e degli orari migliori nonché nell’ordine di assunzione degli stessi, favorendo, in concomitanza ad una attività fisica adeguata e mirata, il dimagrimento localizzato.

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