Diabete e sport: la palestra diventa un supporto alle cure

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In quest’ultimo decennio il mondo della palestra si è confrontato con nuove realtà emergenti come il lowcost e le palestre funzionali. Questo ha comportato una sorta di crisi della classica palestra che è corsa ai ripari cercando con fatica delle soluzioni per contrastare la concorrenza e differenziarsi.

Da un certo punto di vista è sempre utile osservare cosa succede all’estero dove spesso si trovano delle nuove strade precorrendo i tempi. Nel Nord Europa ad esempio si sta sviluppando il fitness medicale, una palestra che non rimane solo un punto di aggregazione ma diventa un nuovo strumento che va incontro alle esigenze di una categoria di utenti che vuole prevenire o trattare numerose malattie croniche.

Diabete e sport: l’idea della palestra medicale

È vero anche che parallelamente i medici non si limitano più a suggerire ai pazienti di fare qualche passeggiata o di frequentare un corso di nuoto: spesso infatti viene consigliata proprio la palestra e anche da qui sorge la nuova esigenza di garantire degli ambienti adatti a gestire persone che abbiano problematiche di salute.

Queste palestre sicuramente non dovranno temere la concorrenza del lowcost e delle palestre funzionali poichè si rivolgeranno ad un target ben preciso di utenti.

Una tra le patologie che purtroppo si sta manifestando con sempre maggiore frequenza in ogni fascia di età è il diabete.
Esistono due tipi di diabete, quello autoimmune che generalmente è presente sin dalla tenera età e necessita di insulina e il diabete 2 che non è insulino-dipendente e che oggi è diffuso anche nei bambini per via dell’aumento dei casi di obesità.

Quest’ultimo tipo di diabete è correlato quasi sempre a uno stile di vita non corretto e a un’alimentazione squilibrata che porta ad una minor resistenza insulinica, richiedendo un approccio terapeutico attraverso una dieta calibrata e l’eventuale somministrazione di farmaci.

Diabete e sport come strumento di cura

Recentemente la medicina ha iniziato a prendere in considerazione l’attività fisica come strumento per contrastare il diabete o ad ogni modo migliorare le condizioni dei pazienti che ne soffrono, andando oltre il concetto che considerava lo sport come un elemento negativo perché tendeva a scombussolare il quadro glicemico.

Per quanto riguarda il diabete due l’approccio risulta decisamente più semplice soprattutto se non si usano farmaci e non ci sono in corso altre patologie a carico del cuore e delle articolazioni: l’attività aerobica e quella con i pesi sono entrambe in grado di migliorare la sensibilità all’insulina.

Per quanto riguarda il diabete 1 il rischio principale è l’insorgenza di una crisi ipoglicemica e il medico dovrebbe quindi calibrare attentamente i dosaggi nella fase subito precedente all’esercizio.

Ad ogni modo chiunque soffra di diabete dovrebbe sempre avere con sé una fonte di glucosio a rapido rilascio con un succo di frutta o una barretta da poter consumare appena a compaiono i sintomi di ipoglicemia, riconoscibili da uno stato di debolezza e confusione mentale.
Ovviamente le palestre devono essere a loro volta adeguatamente attrezzate e il personale informato e specializzato su tutte le necessità che i frequentatori possono manifestare anche dal punto di vista di un’emergenza.

In questa sede non è possibile affrontare in maniera completa un argomento così delicato, ma il messaggio che si vuole trasmettere è che la palestra può diventare un ambiente qualificato e specifico per migliorare la vita di persone affette da problemi di salute.

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