Detox muscolare: cosa sappiamo del digiuno

Esistono diverse forme di digiuno che diversamente da quello integrale o classico, prevedono l’assunzione di succhi di frutta, centrifughe, polveri proteiche e formule di aminoacidi. Questo digiuno modificato è una strategia dietetica finalizzata alla perdita di peso nei casi di obesità oppure alla detossificazione.

Il digiuno modificato può essere breve se dura da 1 a 14 giorni, oppure più prolungato: in tal caso è fondamentale farsi seguire da un medico per evitare ripercussioni sulla salute.

Digiuno per dimagrire: è utile solo in alcuni casi

Per quanto riguarda l’utilizzo a scopo dimagrante, non tutti gli esperti sono favorevoli perché a parte rari casi, è sempre meglio una dieta che educhi quotidianamente ad uno stile di vita più sano. Tuttavia in certe situazioni dove la condizione di sovrappeso è particolarmente pesante, può essere una strategia iniziale che porta una rapida perdita di chili, da intendersi più che altro come forte incentivo dal punto di vista della motivazione.

Il digiuno modificato quindi può essere saltuariamente utilizzato per perdere peso velocemente e anche se in tal senso non è utile per favorire l’ottimizzazione della composizione corporea, in alcuni casi come quelli citati può risultare importante. È altrettanto vero che chi pratica il digiuno in maniera ripetuta può innescare un adattamento del metabolismo con conseguente difficoltà a metabolizzare poi i vari nutrienti e ad accumulare grasso, che è l’opposto di ciò che si voleva ottenere.

Digiuno modificato: frutta e verdura

Il digiuno modificato però risulta decisamente più funzionale per disintossicare l’organismo delle tossine, che vengono accumulate sia per l’eccesso, sia per lo squilibrio alimentare cui abbiamo abituato il corpo.

Anche se bisognerebbe seguire costantemente una dieta corretta, bilanciata e alcalinizzante, i ritmi della vita moderna non consentono a tutti di dedicare il giusto tempo e la giusta attenzione a quel che si mangia, prediligendo cibi altamente lavorati e raffinati, ricchi di conservanti, sale, coloranti eccetera.

Digiuno e sport

La dieta di chi pratica sport è d’altra parte più ricca di proteine e quindi più acidificante, salvo che non venga accompagnata da un’abbondante quantità di frutta e verdura, che vengono spesso però sostituite da cereali (che garantiscono una buona resa energetica ma risultano anch’essi acidificante).

Ecco perché la maggior parte degli individui necessita periodicamente di disintossicarsi ed il digiuno è considerata la tecnica più antica ed efficiente per praticare una detox.

Filosofi e saggi sostengono l’importanza del digiuno anche a partire dall’osservazione della natura, dove gli animali malati e avvelenati digiunano per guarire e ripristinare lo stato di salute. Il digiuno può essere quindi anche una chiave terapeutica da non sottovalutare.

Per quanto riguarda il digiuno modificato, i cibi solidi risultano esclusi ma è consentita l’assunzione di liquidi come i succhi di frutta oppure le tisane o ancora centrifughe a base di frutta e verdura. I succhi infatti non sovraccaricano l’apparato digerente, vengono assimilati facilmente e consentono di stimolare il corpo nella funzione di pulizia interna. Allo stesso tempo apportano nutrienti ed energia sufficiente e correggono il pH.

Se il digiuno è breve non necessita di proteine se invece dura di più si possono integrare alghe come la clorella e la spirulina che sono ricche non solo di vitamine e clorofilla ma anche di proteine.

Anche se alcuni suggeriscono l’utilizzo di proteine del siero, si tratta comunque di prodotti animali e quindi con un  effetto acidificante che ritarda il processo di disintossicazione anzichè sostenerlo.

Per quanto riguarda gli sportivi il consiglio è di optare per un giorno di digiuno modificato da attuare in un arco di 24 ore di riposo come ad esempio la domenica (una o due volte al mese) e non nei periodi di competizione. Se il periodo agonistico però durasse per la maggior parte dell’anno allora si può optare per due o tre periodi di digiuno modificato della durata di 3-6 giorni nel periodo di pausa.

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