Crampi mentre si nuota? Ecco perché

Il crampo al polpaccio genera un dolore intenso che spesso costringe il nuotatore a fermarsi: si tratta di un dolore improvviso e per questo potenzialmente pericoloso soprattutto se si sta nuotando lontani dalla riva o in acque profonde. Questa manifestazione dolorosa è un chiaro segnale del corpo per avvertire di una mancanza di nutrienti oppure di qualche errore nello svolgimento dei movimenti.

La causa principale dei campi può essere rintracciata nell’alimentazione e in una idratazione insufficiente: anche se può sembrare superfluo idratarsi mentre si nuota, durante questa attività si suda proprio come in qualsiasi altro sport e quindi si genera una perdita di liquidi. Quindi è consigliabile bere prima durante e dopo l’attività fisica in acqua per ridurre la possibilità di crampi ai polpacci.

Dall’idratazione al warm up: evitare i crampi ai polpacci

Tali campi inoltre possono manifestarsi per via di uno squilibrio di elettroliti legati a livelli insufficienti di magnesio, calcio e potassio: in questi casi il reintegro di minerali può avvenire con una bevanda elettrolitica durante l’attività fisica oppure mangiando un frutto ricco di potassio come la banana.

Il decondizionamento è una riduzione o una cessazione dell’attività fisica normalmente seguita e può rappresentare una delle cause più frequenti dei crampi, soprattutto quando si nuota, per via di uno stato di forma inferiore ai propri standard. La muscolatura più debole infatti ha una resistenza inferiore e non può rispondere adeguatamente a un improvviso aumento nei ritmi sportivi. I campi in questo caso sono conseguenza diretta delle piccole lesioni muscolari e della mancanza di ossigeno.

La durata e l’intensità delle sessioni di allenamento anche per quanto riguarda il nuoto, vanno aumentate gradualmente ed è possibile anche aggiungere e alternare sessioni di workout con i pesi o attività di tipo aerobico per sostenere la migliore forma fisica e contrastare i crampi. Anche lo stretching è un’abitudine importante prima e dopo il nuoto che andrebbe preceduto da un riscaldamento di almeno cinque minuti per proteggere i muscoli da potenziali lesioni. Il warm up può essere svolto con una camminata veloce prima di immergersi in acqua oppure con una nuotata lenta.

Le pinne corte e lunghe: come utilizzarle e prevenire i crampi nel nuoto

Anche l’utilizzo delle pinne può incrementare la possibilità di crampi ai polpacci per via di una tensione superiore nei momenti in cui si cerca di controllare il movimento delle stesse per coordinarle con gli arti. Prima di indossare le pinne quindi è opportuno nuotare a corpo libero con le caviglie rilassate. L’utilizzo delle pinne deve avvenire in primo luogo con i modelli più corti, con il consiglio di nuotare sulla schiena cercando di tendere il meno possibile i muscoli delle gambe e sfruttare tutto l’arto per la nuotata. Le pinne più lunghe sono adatte a coloro che sono già in grado di nuotare a viso in giù con quelle corte senza sperimentare crampi.

Infine anche la posizione delle caviglie è importante dato che i crampi si verificano più frequentemente quando si nuota velocemente. Il piede allungato e rigido infatti determina una tensione superiore sulle caviglie per generare più potenza alla gambata e resistere all’opposizione dell’acqua. Questa posizione assunta dalle caviglie non è naturale e quindi può determinare i crampi, soprattutto quando i muscoli sono sottoposti a lunghi periodi stressanti che andrebbero invece alternati a sessioni più rilassanti per attenuare le tensioni.

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