Cosa si intende per dieta a zona

La dieta a zona è una strategia alimentare dove l’organismo può lavorare al massimo della sua efficienza almeno nelle intenzioni e nella teoria, e migliorare l’equilibrio infiammatorio. Nella dieta a zona quindi l’organismo umano dovrebbe poter esprimere al massimo le proprie potenzialità fisiologiche senza attacchi di fame e con un’ottima dose di energia e di efficienza anche durante l’attività fisica. Il presupposto infatti è che il cibo di cui ci nutriamo sia la più importante medicina a nostra disposizione e vada assunto quindi in maniera controllata e nelle giuste dosi proprio come faremmo con un medicinale.

Questa dieta ha iniziato a diffondersi nei primi anni duemila e il suo fondatore, un biochimico americano, promette con la sua applicazione una notevole riduzione dei tessuti adiposi eventualmente in eccesso grazie a un migliore controllo ormonale mediato proprio dall’alimentazione.

Insulina e glucagone nella dieta a zona

E’ interessante a questo proposito ricordare il ruolo dell’insulina e del glucagone nell’ambito di questo specifico regime alimentare per una migliore comprensione. L’insulina viene prodotta dal nostro organo pancreatico configurandosi come un ormone anabolico che ha il compito di aiutare lo stoccaggio delle sostanze nutritive nelle cellule. Quando mangiamo, la glicemia si alza e stimola l’aumento dell’insulina che permette l’ingresso dei nutrienti nelle cellule riportando i livelli di glucosio nel sangue alla normalità.

Quando assumiamo un numero eccessivo di calorie soprattutto provenienti dai carboidrati si genera uno sbalzo glicemico che genera una elevata risposta dell’insulina: questa riempie prima le riserve del fegato e dei muscoli, stimola la sintesi dei grassi e lo stoccaggio delle calorie eccessive nelle cellule grasse. Ciò significa quindi che eccessi di insulina sono direttamente responsabili dell’accumulo di grasso secondo il fondatore della dieta… anche se in verità ciò non avviene se non c’è un eccesso di nutrienti a monte, a prescindere dalla loro fonte che può essere carboidrato, aminoacido o acido grasso.

Per quanto riguarda il glucagone esso è l’antagonista dell’insulina che provvede a mobilitare le riserve di energia ed è stimolato da una dieta ipocalorica e povera di carboidrati. Come accade con l’insulina anche quando il glucagone è presente in eccesso genera danni al nostro fisico.

Obiettivi e regole della dieta a zona

L’obiettivo della dieta a zona è proprio quello di creare un equilibrio tra questi ormoni bilanciando i carboidrati, i grassi e le proteine assunti per impedire sbalzi e picchi glicemici e valutando il fabbisogno calorico in maniera sempre leggermente restrittiva. Ciò significa che applicando la dieta zona si tenderà a perdere peso anche qualora il soggetto non abbia tale obiettivo. Bisogna quindi prestare molta attenzione nell’applicare tale regime alimentare e come per qualsiasi dieta, farsi seguire da un esperto.

Per quanto riguarda le regole principali, ogni pasto della dieta a zona prevede un apporto di kcal ripartito tra carboidrati proteine e grassi nella misura rispettivamente del 40% , 30% , 30%. Tra un pasto e l’altro non devono passare più di 5 ore e se questo accade bisogna intervenire con uno spuntino. E’ necessario ridurre l’apporto di dolci, pane e pasta che stimolano l’insulina e accompagnare ogni appuntamento a tavola con tanta frutta e verdura a basso indice glicemico. Gli spuntini devono essere composti anch’essi da un blocchetto di carboidrati, uno di proteine e uno di grassi mentre l’ultimo spuntino deve essere quello prima di coricarsi aalvo che la cena non sia avvenuta entro le due ore precedenti.

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