Come la frequenza dei pasti incide sulla perdita di grasso

Tutti gli esperti di nutrizione e i migliori personal trainer sanno bene che la frequenza dei pasti incide sulla ricomposizione corporea. Questa affermazione è validata considerando che il consumo di cibo, dai processi di digestione all’utilizzo dei nutrienti ha bisogno di energia per potersi svolgere.

Metabolismo e spuntini: almeno 5 pasti al giorno

Ecco allora che il cibo fa sì che l’organismo debba spendere energie nei processi di elaborazione dello stesso, aumentando il proprio metabolismo basale. Per tenere un metabolismo di base alto quindi possiamo aumentare la frequenza dei pasti e non è un caso che la maggior parte dei soggetti tendenti al sovrappeso e all’obesità mangi solamente due o tre volte al giorno.

Aumentando la frequenza degli appuntamenti a tavola senza saltare colazione e spuntini consentirà di incrementare la spesa energetica e di segnalare al corpo un’abbondanza di energia disponibile. Se il corpo Infatti percepisce fame, digiuno e quindi carestia, tenderà ad accumulare qualsiasi piccolo sgarro come scorta, per avere riserve in questa situazione che viene interpretata come pericolosa per la sopravvivenza. Inoltre mangiare spesso consente anche di aumentare la secrezione degli ormoni della tiroide che sono a loro volta responsabili di un migliore metabolismo.

Tempistiche di pasti e sinergia con l’attività fisica

Anche l’orario del giorno in cui consumiamo i pasti può essere fondamentale per amplificare gli effetti dimagranti ma è bene confrontarsi con il proprio personal trainer o esperto di nutrizione per individuare le tempistiche migliori dato che ogni metabolismo è diverso. Non vi sarà sfuggito infatti che alcuni soggetti al mattino hanno ancora energie disponibili dalla cena della sera prima e non hanno bisogno di mangiare un’abbondante colazione prima di potersi allenare seriamente.

Esistono invece altrettanti individui che una volta alzati dal letto devono assolutamente effettuare un’abbondante prima colazione prima di poter anche solo pensare di iniziare una blanda attività fisica. A seconda quindi del soggetto e dei suoi ormoni, sarà possibile impostare pasti e allenamenti in modo da ottimizzare le risorse e raggiungere più velocemente il proprio obiettivo di ricomposizione corporea a fini dimagranti e di definizione muscolare.

L’importanza delle proteine

È bene ricordare che dal punto di vista della dieta dell’integrazione non devono mai mancare le proteine, perché anche in fase di dieta restrittiva e quindi di regime deficitario calorico è fondamentale fornire ai muscoli i mattoni necessari per la ricostruzione, il mantenimento del tono e della forza.

D’altra parte avere più muscoli significa anche bruciare più facilmente calorie perché rispetto ai tessuti grassi, i muscoli hanno bisogno di più energia per lavorare: quindi ecco un altro ottimo motivo per impostare l’alimentazione e il programma di allenamenti in chiave anche muscolare per favorire una migliore composizione corporea a scapito del grasso.

Le proteine possono essere assunte con i classici pasti o con l’ausilio di supplementi naturali (esistono fonti proteiche vegetali e animali per qualsiasi esigenza) che hanno la comodità di un dosaggio più pratico e possono essere consumate insieme a succhi e frullati. La quota proteica va calcolata a livello individuale con l’aiuto del proprio specialista di riferimento.

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