Carboidrati e accumulo del grasso, energia e composizione corporea

carboidrati e grasso

Una quota eccessiva di carboidrati così come accade con i grassi, può portare ad indesiderati aumenti nei centimetri del girovita e sulla bilancia. Ad eccezione di quei soggetti che hanno un metabolismo molto attivo, troppi zuccheri influiscono anche sull’aumento del peso corporeo. Quello che accade è che i carboidrati che non vengono sfruttati a scopo energetico bensì sono immagazzinati come tessuto adiposo. Per questo le diete che funzionano di più sono quelle che suddividono le calorie quotidiane determinando un 40% di carboidrati, un 30 di grassi e un 30 di proteine.

Attenzione a non demonizzare grassi e carboidrati

Ragionando su tutto quello che si sente dire sui grassi anche questo nutriente è stato demonizzato decisamente più del necessario. Se da una parte possono essere effettivamente considerati una concausa di tante patologie che riguardano il sistema cardiovascolare e il loro apporto calorico risulta il doppio degli altri nutrienti, essi sono comunque importantissimi su più fronti: nella sintesi degli ormoni, come fonte energetica e per il metabolismo.

Una dieta che contiene troppi grassi così come una dieta che ne apporta troppo pochi non è funzionale né al dimagrimento nè al miglioramento della composizione corporea. Nelle diete più restrittive che contengono pochissimi grassi si pensa di trovare una soluzione e una strada più facile per il dimagrimento ma in realtà si tratta di una considerazione completamente errata.

Il nostro corpo infatti utilizza i grassi per l’energia in caso di deficit energetico che si verifica quando vengono assunte meno calorie di quelle bruciate ed in tal caso non bisogna preoccuparsi troppo dell’impatto dei grassi cosiddetti buoni sull’aumento di peso.

Carboidrati e indice glicemico: gli zuccheri non sono tutti uguali

Anche per quanto riguarda i carboidrati è bene in linea di massima non esagerare tuttavia ci sono alcuni di questi che risultano decisamente preferibili per la nostra salute. Qualsiasi carboidrato viene suddiviso nel nostro corpo in glucosio ma la velocità alla quale tale glucosio arriva nel sangue è molto diversa a seconda del tipo di carboidrato ingerito in partenza.

I ritmi di assorbimento sono fondamentali per mantenere i giusti livelli energetici ma determinano anche l’impatto sull’aumento di grasso e sul nostro benessere. L’indice glicemico è un valore che ci aiuta a identificare la velocità con cui il glucosio va a finire nel sangue per essere utilizzato a fini energetici diretti oppure per essere immagazzinato come glicogeno – che può essere considerato una vera propria riserva di energia per i muscoli.

I cibi con indice glicemico maggiore sono quelli che più velocemente verranno utilizzati a scopo energetico: questa affermazione potrebbe sembrare perfetta nell’ottica della perdita di peso tuttavia tale processo innesca una reazione a livello endocrino che può generare effetti anche opposti.

Quel che succede con i carboidrati con indice glicemico più elevato è che la glicemia aumenta improvvisamente e questo picco induce un maggiore rilascio di insulina, un ormone che inibisce gli effetti energetici del glucosio. Questo glucosio viene così prelevato dal sangue riducendo l’energia mentre lo sbalzo insulinico porta gli acidi grassi a depositarsi nelle cellule come scorta.

I cibi caratterizzati da un indice glicemico più elevato quindi possono far ingrassare più facilmente e farci sperimentare quella tipica sensazione di letargo più o meno prolungato che possiamo osservare dopo i pasti particolarmente ricchi di zuccheri.

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