Aumenta i muscoli per abbattere il grasso!

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Già alla fine degli anni 90, grazie a numerosi studi di tipo statistico, era chiaro come una dieta ipocalorica non funzionasse in maniera efficace per quanto riguarda il controllo del peso: ed anzi le persone in stato di sovrappeso che avevano seguito delle diete restrittive nel corso degli anni si erano ritrovate addosso addirittura più chili di quelli di partenza.

La conclusione degli scienziati era la seguente: per dimagrire serviva una dieta normo calorica abbinata ad un’attività fisica regolare con la convinzione che l’aumento del peso fosse collegato non tanto al fatto che si mangiasse di più quanto al fatto che ci si muovesse sempre meno (riferendosi ad esempio al sistematico uso dell’automobile in contrapposizione ad una camminata o ad un giro in bicicletta).

Perché quindi la dieta non funziona?

Esistono sostanzialmente tre situazioni che i programmi dietetici non tengono in corretta considerazione: la prima è che mirano a ridurre il peso piuttosto che il grasso. In secondo luogo le diete diminuiscono la massa muscolare che invece è quella parte del nostro organismo che brucia maggiormente il tessuto adiposo. La terza constatazione riguarda il fatto che tali diete sono così repentine che il corpo in poco tempo per difendersi inizia a conservare il grasso in maniera automatica, considerandolo un prezioso deposito di emergenza da utilizzare durante la percepita carestia.

Il grasso infatti inizia ad essere liberato più lentamente e più ci si sforza di ridurlo più il corpo oppone resistenza. La mancanza di calorie sufficienti viene scambiata come carenza alimentare e quindi carestia: di conseguenza l’organismo catabolizza il muscolo per preservare il grasso e rimanere in vita. Questo spiega ad esempio come chi soffre di anoressia risulti tecnicamente obeso ossia presenti una percentuale di grasso superiore al 30% rispetto la composizione corporea complessiva. La massa muscolare in questa patologia infatti viene auto distrutta con riduzione del metabolismo e tendenza quindi a preservare il grasso per sopperire alla carenza di cibo.

Quando iniziamo a perdere più di 200 g di grasso a settimana il corpo innesca meccanismi di difesa che in breve tempo vanificano tutti gli sforzi di chi sta cercando di perdere peso, interpretando l’attuale situazione di carenza come estremamente pericolosa per la sopravvivenza. Ciò che realmente è quindi utile allo scopo è una dieta graduale per sostenere l’organismo nel percorso di adattamento verso livelli inferiori di grasso corporeo e in sinergia ad una regolare attività fisica per stimolare direttamente il metabolismo e indirettamente la conservazione o l’incremento del tessuto muscolare.

Esiste tra uomo e donna una differenza percentuale di grasso sotto cui non scendere e consigliata tra 9 e 12% per il sesso maschile e tra 12  e 15% per quello femminile, adatta per ottenere benefici nella prestazione. Per quanto riguarda l’estetica, numerosi sono i dubbi circa il trattamento del grasso localizzato. La percentuale di grasso corporeo è intesa come la quantità complessiva dello stesso in tutto l’organismo senza tenere in considerazione l’esistenza di zone dove risulti più o meno concentrato.

Dieta e grasso localizzato: intervenire con l’alimentazione sulla produzione ormonale endogena

Gli ormoni intervengono – insieme la circolazione sanguigna – nella determinazione di tali regioni: il testosterone ad esempio esercita un’azione permissiva nei confronti dell’insulina nei recettori presenti nell’addome, mentre gli estrogeni sui recettori localizzati nelle cosce e nei glutei. Questo spiega le regioni caratteristiche del sovrappeso differenti tra i due sessi. Tenendo in considerazione le proprietà di una dieta equilibrata in grado di influenzare la produzione ormonale, concludiamo affermando che una manipolazione dietetica ad hoc è in grado di modificare la distribuzione del grasso corporeo.

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