Acido lattico: nemico o alleato per chi va in palestra?

acido lattico a cosa serve

Acido lattico è una sostanza di cui si parla molto nelle sale fitness ed è considerata in generale come un ostacolo alla prestazione atletica in qualsiasi sport. All’acido lattico vengono in effetti imputate parecchie colpe, in particolare per quanto riguarda l’insorgenza della fatica e per i dolori muscolari.

La presenza di acido lattico nel sangue ci indica che nella muscolatura si è prodotta energia attraverso un meccanismo che non ha utilizzato ossigeno ma che ha determinato la formazione di questo metabolita. L’acido lattico ha superato quindi la membrana delle fibre muscolari riversandosi nel flusso ematico.

Acido lattico

Quando la concentrazione di acido lattico nel sangue è bassa, dopo uno sforzo particolarmente intenso, significa che dal meccanismo anaerobico l’acido che ne ha generato la produzione è stata ricavata poca energia. Questo non è un aspetto positivo nelle discipline sportive in cui risultati dipendono dall’efficienza del meccanismo dell’acido lattico: si tratta ad esempio dell’atletica leggera, delle prove di canottaggio, dei 100 o 200 metri nel nuoto e negli sport di potenza. Chi compete in questa attività sportive e produce poco acido lattico, è destinato a prestazioni fisiche scarse.

La possibilità di utilizzare il meccanismo dell’acido lattico quindi è una caratteristica positiva che dipende dal fatto di possedere muscoli composti soprattutto da fibre del sottotipo II, dall’avere una preparazione atletica adeguata, dall’avere una buona scorta di glicogeno all’inizio della prestazione da cui poi i muscoli ricaveranno la maggior parte dell’energia necessaria per portare a compimento gli sforzi.

Acido lattico

Una volta entrato nel sangue, l’acido lattico viene gradualmente eliminato: il cuore lo utilizza come combustibile mentre reni e fegato lo trasformano di nuovo in glicogeno. Uno sportivo allenato, riesce ad eliminare la metà del lattato dal sangue già in appena sette minuti. Ad ogni modo, anche se fosse presente un quantitativo enorme di tale molecola, dopo alcune decine di minuti dalla fine dello sforzo verrebbe metabolizzato completamente.

I dolori muscolari tipici del giorno seguente, non sono quindi provocati dal fatto che sia ancora presente acido lattico (anche se è opportuno precisare che in alcuni casi esso può determinare lesioni muscolari che richiedono più tempo per essere riparate specie nei soggetti non allenati. Quello che bisogna invece tenere in considerazione è che gli allenamenti e l egare che determinano una forte produzione di questa sostanza, provocano uno stress notevole.

Acido lattico? Il vero nemico è…

Il vero nemico dei muscoli non è quindi l’acido lattico come tale, dato che dopo essersi formato si dissocia in uno ione positivo di idrogeno in uno ione lattato negativo. È lo ione idrogeno che crea disturbi all’organismo perché determina un aumento della acidità, cui consegue una minore efficienza muscolare e una ridotta efficienza cerebrale. Lo ione lattato negativo invece determina meno problemi ed è proprio il tasso di questa sostanza che viene normalmente misurato con le analisi del sangue.

I dolori muscolari che si presentano anche dopo molte ore dal termine del workout, hanno comunque anche la funzione fisiologica di avvisarci che il corpo necessita di un tempo di recupero, aspetto fondamentale per chiunque si alleni in palestra con regolarità. Osservare il giusto riposo infatti consente all’organismo di rigenerarsi e promuovere l’aumento massa: chi non riposa adeguatamente rischia il sovrallenamento e non può ottenere i risultati sperati, mettendo a repentaglio la salute delle articolazioni e delle varie fasce muscolari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

//]]>