Acido lattico e salute muscolare: è lui il vero nemico?

acido lattico a cosa serve

L’acido lattico viene spesso additato come il primo nemico dei muscoli e degli sportivi. Questa sostanza è ritenuta responsabile della fatica e del dolore muscolare e quando viene ritrovata nel sangue significa che si è attivato un meccanismo energetico che non necessita di ossigeno ma che per contro provoca la formazione di questo metabolita.

Dal punto di vista chimico è un acido carbossilico solubile in acqua: il corpo umano innesca dei meccanismi per il suo smaltimento negli organi principali ed il cuore riesce a metabolizzarlo a scopo energetico.

L’accumulo di acido lattico porta ad una richiesta sempre più elevata di ossigeno alle fibre e determina un rallentamento nelle contrazioni che conducono ai classici crampi. Tuttavia non è corretto affermare che l’acido lattico sia il diretto responsabile di questo fenomeno doloroso: scopriamo quindi quale sia la causa.

L’acido lattico? È utile se…

C’è una considerazione interessante sull’acido lattico: quando la sua concentrazione è bassa dopo uno sforzo fisico vuol dire che il meccanismo anaerobico lattacido ha sviluppato poca energia. Questo non è un fattore positivo, specialmente negli sport che fanno riferimento all’efficienza energetica come il nuoto, il canottaggio, gli sport di potenza in generale. Se questi sportivi generassero poco acido lattico, otterrebbero prestazioni decisamente scadenti.

La presenza di acido lattico quindi è positiva e dipende dall’attivazione del meccanismo anaerobico: con una preparazione atletica adeguata e una buona scorta di glicogeno iniziale, si riesce ad ottenere la maggior parte dell’energia necessaria al compimento del proprio sforzo fisico.

L’acidità e non l’acido lattico è il vero nemico!

Quando l’acido lattico raggiunge il sangue viene man mano smaltito: il cuore lo usa come combustibile, mentre i reni e il fegato lo trasformano di nuovo in glicogeno. Uno sportivo che ha alle spalle un buon allenamento riesce già in sette minuti a smaltire la metà dell’acido lattico.

Anche se ne fosse prodotta una quantità molto elevata nel giro di mezz’ora tutto l’acido lattico sarebbe metabolizzato. I dolori muscolari che si verificano quindi il giorno successivo l’attività fisica non sono certamente determinati da una concentrazione di acido lattico ma è giusto osservare che in individui non allenati esso possa effettivamente generare delle lesioni che richiedono tempi più lunghi per essere risolte.

Acido lattico nemico dei muscoli? Attenzione invece al pH!

L’acido lattico così come lo immaginiamo quindi dura solo pochi istanti nel nostro corpo perché dopo essersi formato si divide subito in uno ione positivo di idrogeno e uno negativo di lattato.

Lo ione idrogeno positivo provoca dei danni al corpo perché il suo accumulo aumenta l’acidità, modificando quindi il Ph interno e riducendo l’efficienza sia dei muscoli che del cervello.

Per ridurre quindi l’acidità bisogna regolarsi in primo luogo con l’alimentazione privilegiando alimenti alcalini. Tra questi ovviamente ricordiamo la frutta e la verdura, preferibilmente fresche: caffeina, cereali e proteine, specialmente di origine animale, hanno un forte potere acidificante ed è bene tenerlo in considerazione quando si sceglie e si dosa il cibo ogni giorno.

Per quanto riguarda il mondo degli integratori esistono dei prodotti capaci di migliorare l’equilibrio tra acido e base e determinare un ambiente più alcalino: si tratta in genere di miscele naturali a base di minerali come il magnesio, il potassio, il calcio, ed estratti vegetali come l’erba di grano, l’ortica, il tarassaco.

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